
Cena Con Delitto (Knives Out) – Agatha Christie 2.0
Dopo il remake ufficiale di un classico di Agatha Christie lo scorso anno (Assassinio Sull’Orient Express, al quale seguirà Assassinio Sul Nilo nel 2020), arriva sugli schermi la versione “bootleg” ad opera del Rian Johnson de Gli Ultimi Jedi.
“Bootleg” perché questo Knives Out (con un titolo italiano fin troppo prosaico), di fatto attinge a piene mani alla trilogia di Agatha Christie (quella dal 1974 al 1982) , con un vecchio patriarca morto stecchito; una famiglia piena di moventi e segreti; un detective dall’accento e dal nome esotico e dall’acume quasi sovrannaturale. E c’è persino un’anziana mamma che tutto osserva e che guarda caso ricorda proprio la scrittrice britannica degli ultimi anni. Tutto rivisitato e trasportato ai giorni nostri, con l’aggiunta (più o meno politica) della co-protagonista della storia, una giovane infermiera immigrata dal Sudamerica, che si rivelerà quasi subito ben più che una semplice Watson per il nostro Sherlock/Poirot. Chi è stato?
Spendere di più sulla trama sarebbe uno spoiler di per sé, tanto che a dire la verità non ce né ulteriore bisogno: si tratta del più classico genere giallo (in inglese Whodunnit- “chi è stato” , appunto) che, tolto appunto il già citato, e non troppo riuscito, tentativo di Kenneth Branagh di un paio di anni fa, aveva visto estinto il proprio genere persino in TV. Ma si sa, Hollywood ormai ricicla tutto, e non proprio per motivi ambientalistici.
A dire la verità, però questa Cena Con Delitto è un piatto piuttosto riuscito. Riuscito per il ritmo, riuscito per il twist piuttosto imprevisto di depistaggio, riuscito per gli attori davvero in palla: un Daniel Craig finalmente emancipato dal ruolo di James Bond che qui duetta benissimo con la co-protagonista Ana De Armas, che incidentalmente o meno, troverà nel 26° episodio della saga di Ian Fleming; un Chris Evans finalmente uscito dagli impegni degli Avengers e che, per l’ennesima volta ad essere sinceri (vedi Snowpiercer o Gifted), mostra una buonissima versatilità; per passare dai vari Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Toni Collette, Don Johnson, tutti credibilissimi con poche battute a disposizione, proprio come nella miglior tradizione dei thriller corali. Bellissima l’ambientazione e i colori che fanno della villa di Harlan Thrombey (Christopher Plummer di cui ormai non ricordiamo più una parte non diciamo da giovane, ma neanche una da personaggio di mezza età) una credibilissima ed elegantissima versione dal vero del Cluedo (come uno dei protagonisti dichiara furbescamente all’inizio).
Non solo il film dicevamo ha un buon ritmo ma, a differenza del film di Branagh, questo dissemina indizi sin dall’inizio senza che sembri forzato e non solo, riesce ad inserire una sottotrama politica molto intelligente: che ruolo hanno gli immigrati nella nostra società? Ci vanno bene solo finché ci fanno da badanti ed infermiere, ma non quando vogliono un posto al tavolo delle pari opportunità?
Più di due ore per un film divertente e di svago nel miglior senso del termine. Scommettiamo su una nuova trilogia? Cena con Delitto si, ma deliziosa. VOTO: 7,5/10