
La Grande Scommessa – Manuale di Finanza per Dummies (Siamo noi)
“La Verità è come la Poesia. E alla maggior parte della gente la Poesia sta sulle palle”.
Questa frase, citata quasi all’inizio del film e, almeno a quanto riporta la citazione, è stata trovata nel bagno di un bar di Washington, racchiude in modo esemplare la grande illusione del sistema capitalistico occidentale, ovvero che tutti possano avere tutto, quando è chiaro e lampante anche ad un bambino che se vuoi un pezzo di torta più grande, qualcuno deve averne una più piccola. E se qualcuno la vuole cento, mille, un milione di volte più grande degli altri, qualcuno dovrà accontentarsi delle briciole o morire di fame.
Trama semplice: qualcuno si è accorto che banche, borse, politica, aziende di rating hanno escogitato un piano per fare soldi ai danni degli investitori ed iniziano ad accaparrarsi degli strumenti finanziari che frutteranno milioni quando il mercato scoppierà. Già sentita?
Curiosamente, proprio come le bolle finanziarie, sono ciclici i film che ci parlano di quanto siamo creduloni davanti alle istituzioni che niente producono eppure sono così rispettabili: le banche. E tutte le volte ci raccontano la stessa storia: sono crimini dove alla fine paga la vittima. Wall Street (1987), il caposaldo con Gordon Gekko profeta dell’avidità, e il suo seguito (2010), fino ai recenti Margin Call (che racconta esattamente la stessa storia, ma da un’altra angolazione) e The Wolf Of Wall Street.
Adam McKay dirige il suo primo film drammatico dopo qualche commedia e sceglie una tematica scomodissima, vedi la prima frase: cosa è veramente successo nel grande crollo finanziario del 2008, quello di cui stiamo appena rivedendo la luce alla fine del tunnel adesso? In che modo si stanno assicurando che quella crisi, che ha rovinato la vita di milioni di persone, e lasciato sulla strada altrettanti milioni non capiti mai più? Abbiamo imparato la lezione?
Visto che sappiamo la risposta, concentriamoci sul film, che davvero merita di essere visto: innanzitutto perché ci sono delle interpretazioni davvero splendide e con un lavoro di squadra ad orologeria, con una chimica tra i vari personaggi spettacolare: Christian Bale, il pazzo visionario che intravede tutto anni prima (e che paradossalmente ha un ‘occhio di vetro… ci verrebbe da dire che “In un mondo di ciechi un orbo è re.), , Ryan Gosling, il narratore del film, lo squalo con un gran senso dell’umorismo (la sua battuta: “se mi dici la differenza tra stupido e illegale, faccio arrestare mio cognato” ce la sentiremo parafrasata parecchie volte, ve lo assicuriamo); Steve Carell, anarchico investitore nichilista, alla seconda parte drammatica dpo Foxcatcher; e Brad Pitt, in una piccola ma significativa parte di quello che è uscito dal sistema.
Ma non illudiamoci: nessuno si salva. L’altro motivo per cui questo film merita di essere visto è per come l’orgia di numeri, definizioni finanziarie volutamente misteriose, smascheramenti di meccanismi di controlli finanziari incestuosi e inesistenti vengono raccontati con semplicità e in modo divertente (con alcuni simpaticissimi siparietti), ma la cosa peggiore è che nessuno -banche, agenzie di rating, la borsa – veramente nasconde niente, provare per credere su internet. La Verità è che vogliamo essere fregati. O meglio, speriamo non tocchi a noi, ma sappiamo che a qualcuno toccherà. Perché dovremmo diventare ricchi senza produrre niente di significativo? Da dove arriva la ricchezza finanziaria? E perché le banche hanno bisogno dei nostri spiccioli (per i loro standard, ovvio)?
Come disse il campione dei mondo di poker, Amarillo Slim sul sedersi ad un tavolo di giocatori che non conosci: « Se nella prima mezzora non capisci chi è il pollo, allora il pollo sei tu. » VOTO: 8/10